Vita, quanti abusi

(Michela Conficconi) Veri e propri «mostri giuridici», per liberarci dai quali «ci vorranno forse decine e decine di anni, come accaduto per la schiavitù». Da esperto della materia Massimo Micaletti usa parole pesanti per definire la linea giuridica intrapresa dagli ordinamenti di molti Stati europei e non solo per normare temi eticamente sensibili come aborto, fecondazione artificiale ed eutanasia. [→ continua a leggere]

Quella «bomba» che può far esplodere la psiche

(Michela Conficconi) La coscienza sa, nel profondo, che quello che sta facendo è contro le leggi scritte nel cuore dell’uomo. E’ per questo, spiega Cinzia Baccaglini, che aborto, fecondazione artificiale ed eutanasia rappresentano una vera e propria «bomba» per la salute psichica della persona. [→ continua a leggere]

Aborto, fecondazione, eutanasia: sabato un convegno al cinema Galliera

«Aborto, fecondazione artificiale, eutanasia: istruzioni per il non uso»: è il tema del convegno promosso in vista della Giornata nazionale della vita dal Movimento per la vita di Bologna. [→ continua a leggere]

Il cambiamento demografico

«Il cambiamento demografico», volume a cura del Comitato per il Progetto culturale della Conferenza episcopale italiana (Laterza 2011) sarà presentato a Bologna. [→ continua a leggere]

Giorgio Carbone

Media & salute: perché rischiamo «effetti collaterali»

«Immagini della vita e della salute nella cultura odierna: il ruolo dei media e la pubblicità» è il tema della lezione che padre Giorgio Carbone, domenicano, terrà venerdì 27 alle 15 nella sede dell’Istituto Veritatis Splendor (via Riva Reno 57) a conclusione del corso «Stili di vita per una cultura della salute» organizzato da Ivs, Centro di iniziativa culturale e Uciim Bologna.

(Giorgio Carbone OP) «Immagini della vita e della salute nella cultura odierna: il ruolo dei media e la pubblicità» [→ continua a leggere]

Una città medievale

Qualcosa di nuovo, anzi di ... antico

(Stefano Andrini) «Di bene comune» spiega padre Tommaso Reali «c’è traccia già nel diritto romano, che aveva compreso , così come la filosofia aristotelica greca, come strutturare la società. Quando parliamo infatti dei fondamenti del bene comune, parliamo di una certa definizione di persona: che è animale sociale e politico e che quindi non vive autoreferenzialmente ma con gli altri ed ha bisogno di costruire il bene non personalmente ma collettivamente». [→ continua a leggere]

Padre Tommaso Reali

Scuola socio-politica: governare i beni comuni, apre Reali

Sarà padre Tommaso Reali, domenicano, docente alla Facoltà teologica dell’Emilia Romagna a tenere la prima lezione della Scuola diocesana di formazione all’impegno sociale e politico. [→ continua a leggere]

«Chiedo perdono alla mia rosa»

Il perdono. Per quelli della Uno Bianca, ad esempio, e sette giorni fa, su questa pagina, si è autorevolmente affrontato il problema. Oppure per quel comandante che ha abbandonato la sua nave. Non si fa così, lo so: è tremendo. Ma il perdono non è solo legato alla cronaca nera: dobbiamo farci i conti, sempre, anche nella nostra, personalissima, cronaca bianca. Ognuno di noi ha qualcosa di piccolo o di grande da perdonare. O da farsi perdonare. Io, Piccolo Principe, devo farmi perdonare dalla mia rosa: l’ho lasciata sola. Ma come faccio, cosa devo fare? Non c’è un manualetto, una ricetta, una pastiglia. Non ci sono le istruzioni per l’uso, tipo «si perdona così». Leggo Gemma Calabresi, vedova del commissario di polizia: «Quando fu ucciso mio marito, mia madre pensò di mettere come necrologio la frase che Gesù disse poco prima di morire. "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno". Io allora non capii quella frase: la accettai. Dopo anni mi sono detta: come è possibile, che Gesù, che è figlio di Dio, non abbia perdonato direttamente Lui le persone che lo stavano uccidendo? Poteva: perché non lo ha fatto? Mi sono data questa risposta: Lui è Dio, ma è anche uomo, e come uomo sentiva quanto sarebbe stato difficile per noi, uomini come Lui, di fronte a tale dolore, poter perdonare. Però ci ha indicato la strada: chiedere a Dio di farlo in vece nostra, lasciando a noi il tempo del cammino». Eccolo il perdono. Per-dono.
(Il Piccolo Principe)

Che tempo fa

Negozi etnici, «do you speak italiano?»

(Stefano Andrini) Tanti anni fa, quando c’era lui per intenderci, lui decise che l’Italia si doveva difendere dall’invasione linguistica della perfida Albione (e non solo) e impose al Paese un vero e proprio protezionismo. [→ continua a leggere]

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