
La Madonna di San Luca è stata accolta ieri a Porta Saragozza dal cardinale Caffarra, dal clero e dai fedeli e poi accompagnata in processione nella cattedrale di San Pietro dove rimarrà fino a domenica
Ieri la Madonna di San Luca è scesa in città e ora si trova nella Cattedrale, dove resterà fino a domenica 20. In diretta streaming 24 ore su 24 sarà possibile vedere la Venerata Immagine in San Pietro al sito www.12porte.tv/diretta con il servizio offerto dal settimanale televisivo diocesano 12 Porte. I principali appuntamenti saranno trasmessi anche in diretta su E’TV – Rete 7 e Radio Nettuno. Uno speciale 12 Porte è previsto in diretta giovedì sera per seguire il Rosario dalla Cattedrale. [→ continua a leggere]

Il funerale è stato celebrato ieri mattina nella basilica di San Francesco da monsignor Ernesto Vecchi, amico personale del politico bolognese
(Ernesto Vecchi) Da qualche tempo, come ci ha detto il Salmo 22, Maurizio Cevenini «camminava in una valle oscura» che, nella sera di martedì 8 maggio 2012, lo ha condotto a porre fine alla sua esistenza terrena. Aveva 58 anni. [→ continua a leggere]

(Stefano Andrini) «La primavera araba è un fenomeno straordinario. E’ il più importante dell’ultimo decennio, perché mette in discussione, in un colpo solo, tutta la visione di una società che è priva di un sistema democratico e deficitaria nel rispetto della dignità della persona» afferma padre Samir Kahlil Samir, autorevole islamologo. [→ continua a leggere]

È toccato al cardinale Carlo Caffarra l’onore di tenere, giovedì scorso, una delle conferenze di apertura della Cattedra di ricerca «Karol Wojtyla» all’Istituto di Filosofia comparata di Parigi (Francia). [→ continua a leggere]
«Sono sottile come un dito, ma sono più potente di un dito di un re». Il serpente mi si presentò così sulla terra. Mi sembrava tanto buffo questo animaletto, però mi attraeva, anche se in fondo mi faceva un po’ paura. Anche oggi ci sono tanti, troppi serpenti che incrociano la vita dei vostri bambini. In partenza sanno anche essere gentili, premurosi, poi si trasformano. Diventano pedofili. Ma perché esiste gente così? L’ho provato a chiedere un po’ in giro, ma tutti mi hanno dato la risposta del geografo che incontrai nel sesto pianeta: «Non lo posso sapere». E’ proprio vero, gli occhi talvolta sono ciechi e bisogna cercare col cuore. Esiste per fortuna tanta brava gente che si dà da fare per fermare questa piaga, curare i «serpenti», aiutare i bambini e le famiglie vittime degli abusi. Fra Bologna e Cento opera Spazio Aurora, un pool di esperti specializzato in questo campo. E fra il 22 e il 23 maggio Spazio Aurora organizza a Bologna una due giorni emblematica, bella, da incoraggiare. Se i ragazzini sono le vittime dei «serpenti», ecco che martedì e mercoledì della prossima settimana scenderanno in campo altri ragazzini che proveranno in qualche modo ad aiutare i loro coetanei più sfortunati. Gli studenti del Liceo Artistico di Bologna si metteranno in gioco con il loro tempo e il loro talento e in via San Procolo esporranno alcune loro opere, preparate appositamente per l’occasione. Le opere potranno essere ammirate e acquistate e quindi questi ragazzi daranno concretamente una mano, tramite Spazio Aurora, ad altri ragazzi. Fra l’altro tutto ciò avverrà in concomitanza con il trecentario della santificazione di santa Caterina, protettrice degli artisti, e a pochi giorni di distanza dal 25 maggio, giornata internazionale dedicata ai bambini scomparsi. C’è poco da aggiungere, se non una raccomandazione: il 22 e il 23 ci vediamo in via San Procolo, ok?
(Il Piccolo Principe)
Il cardinale a Parigi
(Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna) La nostra esperienza quotidiana ci attesta che scegliamo, decidiamo di negare colla scelta della nostra libertà la verità che abbiamo affermato col giudizio della nostra ragione: «video meliora proboque et deteriora sequor». Che cosa facciamo di noi stessi quando viviamo quest’esperienza? Potremmo chiamarlo suicidio morale, nel senso che impediamo l’esistenza a se stessi? In ogni caso, coabitano in ciascuno di noi un «se stesso» con un «non-se stesso»: una coabitazione su cui Paolo, Agostino e Shakespeare hanno scritto pagine memorabili. Donde deriva questa condizione al contempo avventizia e naturale? Quale origine ha questa malattia della nostra libertà? «Unde malum»? È stata la domanda che ha accompagnato tutto l’itinerario di Agostino. Il dramma del male nell’uomo e nella sua storia è al centro della testimonianza di Giovanni Paolo II. Esso non ha soluzione da parte dell’uomo. A questo punto la riflessione si trova di fronte ad un enigma insolubile. La risposta e la soluzione è nell’atto redentivo di Cristo. «Nel mistero della redenzione l’uomo diviene nuovamente espresso e, in qualche modo, è nuovamente creato. Egli è nuovamente creato!» [Redemptor Hominis 10]. La Chiesa esiste per offrire all’uomo la possibilità reale di «rinascere», come dice Gesù a Nicodemo. «La Chiesa, che non cessa di contemplare l’insieme del mistero di Cristo, sa, con tutta la certezza della fede, che la redenzione, avvenuta per mezzo della Croce, ha ridato definitivamente all’uomo la dignità e il senso della sua esistenza nel mondo, senso che egli aveva in misura notevole perduto a causa del peccato» [ibid.]. Alla fine dell’introduzione di «Persona e atto», K. W. scriveva: «L’uomo non può perdere il posto che gli è proprio in quel mondo che egli stesso ha configurato. Si tratta di venire in contatto con la realtà umana nel punto più giusto, quello indicato dall’esperienza dell’uomo e dal quale l’uomo non può retrocedere senza la sensazione di avere smarrito se stesso» [856]. [→ continua a leggere]

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